Facebook Twitter E-mail
Home Scopriamo insieme… la ginnastica ritmica

la ginnastica ritmica

Saggio Natale 2012 – Foto Antonella Cozzolino

Tutto inizio così…

La ginnastica ritmica moderna nacque all’inizio dell’Ottocento, grazie a Émile Jacques-Dalcroze.

Partendo dalla danza, egli realizzò infatti una nuova disciplina, organizzata in esercizi su base musicale con attrezzi o a corpo libero. Jacques-Dalcroze denominò ritmica questa nuova danza di tipo sportivo.

 

 

In Italia l’azione degli insegnanti di Educazione fisica e dell’Istituto di Educazione fisica di Roma ottenne nel 1955 che la ginnastica ritmica entrasse a far parte dei programmi scolastici.

Nel 1970 si disputarono i primi campionati nazionali e quattordici anni dopo, nel 1984, la ginnastica ritmica esordì alla Olimpiadi di Los Angeles.

 

Le regole principali

Nella ginnastica ritmica, l’atleta deve riuscire a eseguire gli esercizi a corpo libero e con i vari attrezzi con armonia e sul ritmo di un brano musicale, mantenendo il miglior controllo possibile del corpo nonostante le difficoltà tecniche inserite.

Gli esercizi con i vari attrezzi devono essere eseguiti all’interno della pedana, occupandone con i movimenti l’intero spazio, in un tempo compreso tra 70 e 90 secondi. Nella ginnastica ritmica si svolgono attività individuali, a coppie e di squadra, a loro volta suddivise per età e capacità tecniche.

Le gare nei campionati comprendono elementi “imposti”, cioè figure stabilite dai programmi tecnici, in base alle quali viene valutata l’esecuzione. La giuria è composta da un capo giuria e da sei giudici: due tecnici, che valutano gli elementi obbligatori, l’uso dello spazio a disposizione, la distribuzione e la composizione dell’esercizio; due artistici, che valutano la leggerezza dei movimenti, l’interpretazione artistica e l’espressività; due esecutivi, che valutano la tenuta del corpo, la flessibilità, eventuali esitazioni d’esecuzione o movimenti non completati. Le attività di campionato si dividono in provinciali, regionali e nazionali.

Campo di gara e attrezzi

 

Il campo di gara è formato da una pedana di 13 × 13 m sulla quale le ginnaste svolgono esercizi a corpo libero o con attrezzi.

La fune, in materiale plastico o in canapa, deve essere lunga in modo proporzionale all’altezza della ginnasta; può essere di qualsiasi colore.

 

 

 

 

La palla, in materiale plastico, pesa 400 g, ha un diametro di 18-20 cm;può essere di qualsiasi colore.

 

 

 

Le clavette, di materiale plastico, sono lunghe 40-50 cm e pesano 150 g; possono essere di qualsiasi colore.

 

 

 

Il nastro, largo 4-6 cm e lungo 6 m, è attaccato a un manico attraverso uno snodo che ne permette la massima mobilità; può essere di qualsiasi colore. Il manico in fibra di vetro è lungo 50-60 cm e ha un diametro massimo di 1 cm.

 

 

 

Il cerchio può avere differenti diametri(in base all’altezza della ginnasta) e pesa circa 300 g; può essere di qualsiasi colore e ricoperto con nastri adesivi colorati e glitterati.

 

 

 

 

 

I fondamentali

Gli esercizi con i vari attrezzi sono composti da vari elementi che devono evidenziare caratteristiche di flessibilità ed equilibrio attraverso collegamenti, onde, pivot, salti.

Caratteristica peculiare della ginnastica ritmica è l’espressività.

Flessibilità:

caratteristica che implica movimenti in cui si ricerca il limite dell’escursione articolare, come nelle spaccate sagittale e frontale e nelle flesso-estensioni complete del rachide.

Equilibrio:

si tratta di posizioni in cui si mantiene una posizione statica per qualche secondo, con un appoggio minimo o in posizione difficoltosa.

Collegamenti:

sono movimenti inseriti tra gli elementi di base per rendere l’esercizio continuo, senza interruzioni e con un certo ritmo esecutivo.

Onde:

sono movimenti fatti con tutto il corpo, passando rapidamente da una flessione a un’estensione; si ottiene un effetto finale di tipo ondulatorio.

Pivot:

è un termine francese che significa “perno”; in questi movimenti si esegue una rotazione del corpo intorno al suo asse verticale stando in appoggio su un piede, su un ginocchio o sul bacino; se eseguito in volo il movimento si definisce “salto e pivot”

Salti:

sono momenti di preparazione o collegamento tra altri; si tratta di slanci semplici, in cui si perde il contatto con il terreno contemporaneamente con entrambi i piedi, o composti, con l’aggiunta di altre figure corporee.